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lunedì 10 febbraio 2014

Chico Magnetic Band - s/t


















Che quel periodo tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 abbia rappresentato il culmine per il rock in generale, questo lo si sa già; ma che in quegli anni siano stati prodotti una quantità innumerevole di dischi rimasti ancora sconosciuti, beh, forse questo lo sanno in pochi.
"Chico Magnetic Band” è uno degli esempi lampanti di pubblicazioni cadute nel dimenticatoio. Rilasciato nel 1971, questo lavoro della formazione francese, nata nel 1969 a Lione, per volontà di Chico, Patrick Garel, Alain Mazet e Bernard Monneri, è un ciclone febbrile di psichedelia travolgente: 30 minuti che infuriano in un delirio cosmico filtrato attraverso krautrock, blues e hard rock. Dall’iniziale Expolsion alla conclusiva Pop Orbite, si è letteralmente travolti da ritmi inarrestabili e da una marea incontrollata di suoni acidi e scorticanti. Prodotto da Jean-Pierre Rawson e pubblicato su etichetta Disques Vogue Box Office,  l’album fu registrato in due diversi studi parigini: Europa Sonor, dove i Magma registrarono il loro disco di esordio, e nei Wagram Studios. Come questo disco possa essere passato inosservato, resta proprio un mistero.

Ascolta "Expolosion"

martedì 31 maggio 2011

Harmonium – Si On Avait Besoin D’une Cinquième Saison (1975)

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Mettersi alla ricerca degli album rari degli anni '70 significa spesso imbattersi in noie mortali che si rifanno perlopiù ai grandi classici, e che nulla aggiungono alla storia del rock. Spesso però significa anche ritrovarsi ad ascoltare cose davvero notevoli. Che un disco come questo sia sconosciuto al grande pubblico è davvero un peccato. Ispirato a “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, l'album si presenta con quattro tracce che rappresentano in sequenza le stagioni dell'anno: "Si on avait besoin d’une cinquième saison" è conosciuto tra gli appassionati più semplicemente con il nome di "Les Cinq Saisons" (Le Cinque Stagioni).
Vert, che si porta dietro tutti i profumi e i colori della primavera; Dixie splende come il sole di agosto; Depuis L'automne è affascinante e malinconica; En Pleine Face rappresenta invece l'inverno e chiude il ciclo delle stagioni lasciando però spazio ad una immaginaria quinta stagione; Histoires Sans Paroles, quasi completamente strumentale, è una suite di 17 minuti ed forse il momento migliore di tutto il disco.
Un disco delicato ed elegante, il secondo della band Canadese e forse anche il loro lavoro più conosciuto. L'album di una maturità che porterà il gruppo ad abbandonare le sonorità folk per spingersi verso un stile più Prog come dimostrerà ad esempio il loro terzo ed ultimo lavoro, "L’Eptade".


Ascolta "Si On Avait Besoin D’une Cinquième Saison"

mercoledì 9 marzo 2011

The Cosmic Travelers - Live! At The Spring Crater Celebtration Diamond Head, Oahu, Hawaii (1972)

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Registrato dal vivo il 1° aprile 1972 sul cratere di Diamond Head ad Oahu, Hawaii, in occasione della festa di primavera, "Live At Hawaii" dei The Cosmic Travelers" è un disco rarissimo.
Pubblicato inizialmente solo in copie limitate dall' etichetta Volcano Records e ristampato poi nel 2000 su Dodo Records, il disco ci presenta una formazione in grande spolvero. Formati da Drake Levin (chitarra), Jimmy McGhee (chitarra, voce), Joel Christie (basso, voce) e Dale "Mule" Loyola (batteria, voce) e provenienti da Los Angeles, erano una formazione di musicisti veterani che purtroppo per noi pubblicò solo questo lavoro. Un disco che non potrà non piacere ai fans dei Lynyrd Skynyrd, Grand Funk Railroad, Cactus e Blue Cheer.

Ascolta "Farther Up The Road"

Fire - Could You Understand Me (1973)

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Registrato in Olanda nel 1973, "Could You Understand Me" è secondo me uno degli album più potenti e impressionanti pubblicati in Europa nella prima metà degli anni '70. I Fire erano un trio proveniente dalla Yugoslavia e formati da Giura Havidić (chitarra elettrica, voce), Miljenko Balić (basso) ed Emil Vugrinec (batteria, voce). Le sette tracce che compongono l'album sono un vero assalto hard rock: un fuzz superbo aleggia sull'intero album rimanendo l'ascoltatore senza fiato.
Fortemente influenzato dalla musica di Jimi Hendrix e Black sabbath, "Could You Understand Me" è un album assolutamente da riscoprire.

Ascolta "Could You Understand Me" 

giovedì 3 febbraio 2011

Pink Turns Blue - If Two Worlds Kiss (1987)

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di una vera schiera di artisti che si rifanno alle sonorità della new wave. Molte di questa formazioni come Editors, Detachments, Interpol, Bloc Party, Have a Nice Life, White Lies ecc... hanno ripreso le sonorità più scure della new wave, che successivamente prese il nome di dark wave. E' bene secondo me fare un piccolo salto nel passato per vedere quando tutto questo ebbe inizio. Il movimento dark wave, poco dopo l'inizio della seconda metà degli anni '80, come ogni corrente musicale, visse il suo periodo di crisi. Furono alcuni artisti tedeschi che entrarono in scena pubblicando una serie di album, rinnovando le sonorità e mantenendo la dark wave ancora viva. Dalla seconda metà degli anni '80 e per lunga parte dei '90, artisti come Deine Lakaien, i Love Like Blood, i Clan of Xymox, Wolfsheim, Dead Can Dance e anche alcune formazioni italiane come The Frozen Autumn , Ataraxia , e Nadezhda, sono stati protagonisti di un filone musicale entusiasmante che ancora oggi stenta a morire. "If Two Worlds Kiss" dei Pink Turns Blue è sicuramente tra i migliori lavori pubblicati in quella seconda metà degli anni '80, uno dei primi album che si rifà a quelle sonorità tanto care a molte formazione odierne. Provenienti da Colonia, Germania, la band si formò nel 1985 e dopo due anni esordì con questo splendido "If Two Worlds Kiss". Tra le dieci tracce che compongono l'album si aggirano spettri e suoni sinistri.
Un disco fondamentale se si vuol comprendere come il fenomeno della dark wave sia riuscito a sopravvivere ancora oggi.


Ascolta "Walking On Both Sides"

martedì 1 febbraio 2011

Los Jaivas - Los Jaivas (1975)


La corrente Progressive rock nata sul finire degli anni '60, produsse un vero terremoto discografico. Sono davvero innumerevoli le band che si formarono in quel periodo. Il fenomeno interessò in primis l'Europa, per poi spostarsi per il resto dei continenti. Toccò perfino l'America Latina, che già pochi anni prima aveva visto fiorire un numero considerevole di band che si rifacevano alle sonorità del rock statunitense ed inglese. Molte di queste band oggi sembrano trovare una seconda vita. In Cile, i Los Jaivas, attualmente attivi ma con una line up quasi del tutto diversa rispetto all'originale, produssero un progressive evidenziato dalla combinazione di strumenti e ritmi legati alla tradizione della musica cilena. Sono stati spesso considerati come una delle più influenti band del Cile e del Sud America. In oltre quarant'anni di musica i Los Jaivas hanno contaminato la loro musica di jazz, di rock, di avanguardia ma soprattutto di passione. Prima di rifugiarsi in Argentina a causa del colpo di stato militare avvenuto l'11 settembre del 1973, la band produsse in Cile una serie di album: "La Vorágine" (1969-1971), ristampato nel 2004 in un set di 5 cd, "Los Jaivas", conosciuto come El Volantín (1971), "Los Jaivas", conosciuto come La Ventana, y también Todos Juntos (1972), Palomita Blanca (1973) ristampato nel 1992. Una volta in Argentina, nella città di Zarate, insieme al musicista brasiliano Manduka nel 1974 pubblicarono "The American Dream". L'anno successivo, sempre in Argentina, i Los Jaivas pubblicarono questo Il Jaivas , noto come El Indio (1975). Si tratta del loro album più sinfonico. Un disco splendido in cui le tastiere, le chitarre acustiche ed elettriche, i flauti e vari strumenti musicali esotici, colorano l'album di un progressive che molto si avvicina a quello prodotto nello stesso periodo in Italia. Un vero gioiello da riscoprire. Una storia quella dei Los Jaivas che proseguirà per tutti gli anni '80 e '90 e nei primi anni del 2000.


Ascolta "Un Mar de Gente"

Jamul - Jamul 1970

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I Jamul sono una formazione rock-blues proveniente da San Diego e formati da Steve Williams, Bob Desnoyers, Ron Armstrong and John Fergus. Prima che Steve Williams entrasse in formazione il nome della band era The Jamul City Funk Band, che fu poi abbreviato anche sotto consiglio della casa discografica in Jamul. Il nome della band prende ispirazione da una città situata nella parte orientale della contea di San Diego. Prodotto da Gabriel Mekler (Steppenwolf, Three Dog Night e Janis Joplin) per la Lizard Records, questo album omonimo della band di San Diego è uno dei pezzi rari del rock americano degli anni 70. Registrato dal vivo in soli due giorni, "Jamul" è un disco che suona un rock-blues tagliente. L'album all'epoca vendette circa 75.000 copie e raggiunse la posizione # 93 nella classifica della Billboard. All'interno del disco saltano all'occhio un paio di cover (Tobbaco Road e Jumpin' Jack Flash).

Ascolta "Tobbaco Road"

giovedì 27 gennaio 2011

Tapiman - Tapiman (1971)



















Essendo molto legati alla tradizione, gli spagnoli hanno avuto spesso un ruolo marginale in ambito rock. Si contano davvero sulle dita di una mano gli album prodotti in Spagna che possano vantare un certo sound. Uno degli album più interessanti che ci arrivano dalla Spagna è questo omonimo "Tapiman". Pubblicato il 1971, Tapiman è un album che si muove tra prog e hard Rock. La band dei Tapiman era formata da tre elementi José María Vilaseca "Tapi" alla batteria, Pepe Fernández al basso e Joaquim "Max" Sunyer alla chitarra. Quest'ultimo grazie al suo stile versatile era la vera colonna portante del trio.

Ascolta "Wrong World"

mercoledì 26 gennaio 2011

Bull Angus - Bull Angus (1971)

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Si sente e come l'influenza dei Grand Funk Railroad !
Disco di esordio omonimo per gli americani Bull Angus.
Formati da Geno Charles (drums), Larry LaFalce (lead guitar, vocals), Dino Paolillo (lead guitar, vocals), Frankie Previte (vocals, recorder, percussion), Ron Piccolo (organ, piano, vocals)e Lenny Venditti (bass).
Questo Bull Angus del 1971 è un disco di matrice Hard Rock che si apre spesso a divagazioni quasi prog rock.
Il nome della band è ispirato alla razza bovina che veniva allevata nei pressi di un fienile che avevano fittato per le prove.
Dopo il secondo album "Free For All" e lo scarso interesse del pubblico la band decise di sciogliersi.
Dei membri solo Frankie Previte trovò in futuro il successo con la colonna sonora di Dirty Dancing. film statunitense del 1987, diretto da Emile Ardolino.


01 - Run Don´t Stop
02 - Mother´s Favourite Lover (Marg
03 - Uncle Dugie´s Fun Bus Ride
04 - A Time Like Ours
05 - Miss Casey
06 - Pot Of Gold
07 - Cy
08 - No Cream For The Mad

lunedì 24 gennaio 2011

Jesse Harper - Guitar Absolution in the Shade of a Midnight Sun (1969)

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Se ne incontrano di talenti in giro per il mondo.
E'il caso di Doug Jerebine meglio conosciuto come Jesse Harper.
Dopo aver militato in alcune delle storiche della Nuova Zelanda tra cui i Brew, tra le prime band rock underground neozelandesi, nella seconda metà degli anni 60 Doug lasciò la sua madre patria per trasferirsi in Inghilterra e trovare fortuna col nome di Jesse Harper.
Li suonò con vari musicisti importanti tra cui Jeff Beck.
Sempre in Inghilterra Jesse Harper scrisse una manciata di brani che finirono nei primi album dei Humane Instinct.
Nel 1969 venne registrato completamente dal vivo questo "Guitar Absolution in the Shade of a Midnight Sun".
Si tratta di un acid blues in perfetto stile Hendrix.
E proprio di Jimi Hendrix fu, almeno questo è ciò che si narra, l'offerta di aggregarsi alla sua Experience.
Questa storia non è mai stata però confermata da nessuno dei membri della Experience.
Nel 1994 l'album è stato ristampato dalla Kissing Spell.
Un' occasione per scoprire un altro grande chitarrista del rock.

01. - Jug-a-Jug Song
02. - Blues News
03. - Other Side of Time
04. - Circles
05. - Keep Cool
06. - Midnight Sun
07. - Hole in his Hand
08. - Fall Down
09. - Ashes and Matches
10. - Love Song

Bruce Hamana - Hamana (1974)

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Caso del tutto unico quello di Bruce Hamana.
Pellerossa nativo della tribù degli Hopi, lasciò nel 1969 la terra dell'Arizona e la sua tribù per andare al college in California.
Qui fu indubbiamente influenzato dalla musica di artisti come Crosby, Still, Nash & Young, Buffalo Springfield, Byrds e Eagles.
Era il 1974 quando per la Canyon Bruce Hamana pubblicava questo suo disco di esordio.
Si tratta di un disco che si muove tra il folk rock californiano e sprazzi di psichedelia dove tutti gli strumenti sono suonati da Bruce Hamana.
Essendo venduto solo su ordinazione il disco divenne subito un pezzo raro da collezione.

1-The Meek Shall Inherit the Earth
2-Why Can't I Understand
3-Be Free With Me
4-I Remember
5-On the Road
6-One Night
7-Future Goodbyes
8-Show Me
9-Message to the Crystal
10-Shine On
11-Peace is Within you

sabato 22 gennaio 2011

Sinto - Right On Brother (1972)

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Andando alla ricerca di album prodotti in Germania nei primi anni '70, ovvero di quel filone che prese il nome di Krautrock, spesso capita di imbattersi anche cose del genere.
Chi si aspetta suoni spaziali e divagazioni strumentali tra le più disparate rimarrà deluso dall'ascolto di questo disco di esordio dei Sinto.
Siamo davanti invece ad un rock di matrice quasi funky con una strumentazione molto ricca dove sono presenti oltre agli strumenti tipici come la chitarra, basso e batteria anche marimba, congas e violino (forse l'elemento portante dell'album).
Si tratta di un disco anche abbastanza semplice che però risulta comunque interessante.


01. Right On Brother - 7:36
02. Rome - 6:01
03. Things I See - 3:27
04. In My Times - 3:29
05. Don't Wait - 5:11
06. Everytime - 5:18
07. Another Voice - 3:20

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Chris Bell - I Am The Cosmos

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Registrato tra il 1973 e il 1975, "I am the Cosmos" è l'unico album solista dell ex Big Star Chris Bell.
Tenuto chiuso in un cassetto come un sogno, l'album fu pubblicato solo nel 1992 grazie al fratello e ad alcuni componenti dei Big Star.
L'ultima ristampa risale al 2009, con una Deluxe Edition che raccoglie un po' di materiale inedito del cantautore americano.
"I'Am The Cosmos" è un disco a dir poco meraviglioso: elettrico e acustico, psichedelico e intimista, malinconico e dal sapore crepuscolare.
Un testamento musicale che durerà nel tempo questo unico album di Chris Bell. Un lavoro che ci mostra un autore sensibile in grado di racchiudere nella sua musica le influenze più varie. Dai Byrds ai Beatles, dai Kinks a Nick Drake, dal pop al glam rock.


1-I Am the Cosmos - 3:46
2-Better Save Yourself - 4:25
3-Speed of Sound - 5:11
4-Get Away - 3:26
5-You and Your Sister - 3:11
6-Make a Scene - 4:09
7-Look Up - 3:14
8-I Got Kinda Lost - 2:42
9-There Was a Light - 3:19
10-Fight at the Table - 3:41
11-I Don't Know - 3:22
12-Though I Know She Lies - 3:35
13-I Am the Cosmos (slow version) - 3:40
14-You and Your Sister (country version) - 2:56
15-You and Your Sister (acoustic version) - 2:53

martedì 11 gennaio 2011

Armaggedon - Armaggedon (1970)

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Girando per il pianeta Krautrock si rischia spesso di imbattersi in qualche capolavoro.
Questo omonimo esordio dei tedeschi Armaggedon è un maestoso album heavy progressive, dai riff aggressivi e vertiginosi.
L'album fu pubblicato nel 1970 e il poco interesse del pubblico nei confronti della band spinse i tedeschi allo scioglimento.
Negli ultimi anni, anche grazie alla rete, l'interesse per questo album è salita
sempre più.

01. Round
02. Open
03. Oh Man
04. Rice Pudding
05. People Talking
06. Better By You, Better Than Me

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