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venerdì 11 dicembre 2015

Lubomyr Melnyk - Rivers and Streams


















"L’acqua è la più magica e misteriosa di tutte le cose che io abbia conosciuto. E quindi ho deciso di dedicare questo album ai fiumi e ai torrenti di questo mondo. Un atto di gratitudine alla loro bellezza”. Queste le parole con cui il virtuoso musicista di origine ucraina precede l' uscita della sua nuova opera. Acqua, aria e pietra sono per Lubomyr Melnik i tre elementi alla base della continuous music. "Rivers and Streams" è il secondo album per la Erased Tapes e giunge ad un anno di distanza da "Windmills". Provo sempre una certa difficoltà nel procurarmi parole che possano spiegare al meglio la magia espressa della musica del pianista ucraino. Sì, perché di magia si tratta. Uno stile unico quello di Melnyk. Un approccio accademico ma al tempo stesso viscerale, che si distacca totalmente dalla tradizionale composizione classica. In questo nuovo capitolo Melnyk ci conduce ancora una volta attraverso un fluire inarrestabile di note. Il risultato supera ogni logica concezione di bellezza e spinge l' ascoltatore in un vortice ininterrotto tra minimalismo e malinconia. 6 lunghe composizioni ispirate dal forte legame con l' acqua. Melnyk costruisce incantevoli architetture liquide facendo uso di un arpeggio rapido, denso, cristallino. Arrivano a sostegno il flauto di Hyelim Kim (The Amazon: The Highlands) e la chitarra di Jamie Perera (Sunshimmers, Ripples in a Water Scene). Il resto è qualcosa di molto simile alla mia idea di paradiso. Bello da creare dolore.

Divino | 9

Clicca qui per lo streaming del disco

sabato 22 marzo 2014

Lubomyr Melnyk - Windmills
















Dopo la pubblicazione di “Corollaries” e la collaborazione con James Blackshaw per lo strepitoso “The Watcher”, il musicista ucraino, definito come il pianista più veloce al mondo, ritorna con un nuovo affascinate capitolo della sua continuous music. Lubomyr Melnyk, praticamente rimasto sconosciuto fino a poco tempo fa, ha oggi 66 anni, e prosegue la sua ricerca sonora attraverso la pubblicazioni di album che sconfinano tra tecnica ed evoluzione, trascinandoci in un mondo incantato in cui le note del pianoforte scorrono attraverso una cascata di intimismo siderale. “Windmills”, definito dal suo stesso autore come il lavoro più importante in 15 anni di ricerca, scatena tutta la creatività di Melnyk attraverso tre lunghe composizioni, in un crescendo costante di gloriosa malinconia (i quasi 20 minuti di The Song of Windmills Ghost sfuggono al semplice concetto di bellezza). Sembra quasi poterlo intravedere, lì, seduto al suo pianoforte, mentre dà vita a questo ciclo continuo di pennellate sonore. Ipnotico quanto affascinante, “Windimills” è un viaggio estremo lungo un vortice musicale di passione, tecnica e sperimentalismo. Definirlo un semplice pianista potrebbe essere davvero riduttivo.

Meraviglioso | 8.5