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venerdì 12 dicembre 2014

Yob - Clearing the Path to Ascend



Il cielo torna a tuonare tra i sussulti apocalittici degli Yob. Mike Scheidt riprende in mano le sorti di quella che è forse la più grande formazione doom americana di sempre, e dopo il passaggio da Century Media a Profound Lore, riapre i varchi dell’ oscurità, trascinandoci lungo un percorso fascinoso quanto arduo. A primo impatto può sembrare un disco come tanti altri del genere. Ma le cose non stanno affatto così. La questione è semplice: “Clearing The Path To Ascend” non è adatto ai deboli di cuore. E bastano i primi boati a fartene rendere conto: In Our Blood fa schizzare il sangue al cervello; quasi 17 minuti di lacerazioni sonore in cui è possibile intravedere tutta la galassia Yob. La voce di Scheidt viene giù come lava incandescente. E già quando si arriva alla seconda traccia, l’ universo sembra accartocciarsi su se stesso: lo spazio circostante si deforma intorno ai ritmi incessanti di Nothing To Win. Il tutto diventa ancor più estremo. Ogni atomo del corpo viene scosso da una potenza incontrollabile. C’è anche il tempo di proiettarsi in soluzioni psichedeliche con Unmask The Septre (qui le chitarre raggiungono vortici di bellezza estrema). Marrow porta con sé detriti post rock per poi fonderli in esplosioni titaniche; qui si scorge anche una certa volontà da parte della band di andare oltre i propri confini, varcando territori inesplorati. Che altro dire: buon viaggio!

Poderoso | 8

giovedì 16 gennaio 2014

Yob – Catharsis


















Lo si potrebbe tranquillamente indicare come l’album doom più sottovalutato della storia. Ecco, ora qualcuno di voi sicuramente storcerà il naso (ascoltate il disco e poi ne riparliamo). Mentre gli Sleep si sono giustamente guadagnati lo status di band culto di un certo heavy stoner dalle reminescenze psichedeliche, i Yob, invece, sono rimasti - per chissà quale misterioso motivo - intrappolati in una sorta di silenzio che ora cerca giustizia in questa ristampa a cura della Profound Lore. Per la formazione di Portland, Oregon, all’epoca formati da Mike Scheidt alla chitarra, Isamu Sato e Travis Foster alla batteria, “Catharsis” (2003) è il secondo album dopo l’esordio di “Eleborations of Carbon”. Lento, ipnotico e abrasivo, questo lavoro della band statunitense, si avvale oggi di nuovi missaggi da parte di Tad Doyle, leader nei TAD. “Catharsis” è una tempesta doom di dissonante potenza in cui regna una sorta di magica inquietudine. E’ musica apocalittica che esplode in tutta la sua straordinaria energia polverizzando tutto ciò che incontra. 3 brani di terrificante bellezza, immersi in un oceano oscuro di blues spaziale, danno vita ad un vero e proprio terremoto sonoro di incantevole deflagrazione. 

Monumentale | 8

Ascolta "Ether"