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venerdì 12 dicembre 2014

Yob - Clearing the Path to Ascend



Il cielo torna a tuonare tra i sussulti apocalittici degli Yob. Mike Scheidt riprende in mano le sorti di quella che è forse la più grande formazione doom americana di sempre, e dopo il passaggio da Century Media a Profound Lore, riapre i varchi dell’ oscurità, trascinandoci lungo un percorso fascinoso quanto arduo. A primo impatto può sembrare un disco come tanti altri del genere. Ma le cose non stanno affatto così. La questione è semplice: “Clearing The Path To Ascend” non è adatto ai deboli di cuore. E bastano i primi boati a fartene rendere conto: In Our Blood fa schizzare il sangue al cervello; quasi 17 minuti di lacerazioni sonore in cui è possibile intravedere tutta la galassia Yob. La voce di Scheidt viene giù come lava incandescente. E già quando si arriva alla seconda traccia, l’ universo sembra accartocciarsi su se stesso: lo spazio circostante si deforma intorno ai ritmi incessanti di Nothing To Win. Il tutto diventa ancor più estremo. Ogni atomo del corpo viene scosso da una potenza incontrollabile. C’è anche il tempo di proiettarsi in soluzioni psichedeliche con Unmask The Septre (qui le chitarre raggiungono vortici di bellezza estrema). Marrow porta con sé detriti post rock per poi fonderli in esplosioni titaniche; qui si scorge anche una certa volontà da parte della band di andare oltre i propri confini, varcando territori inesplorati. Che altro dire: buon viaggio!

Poderoso | 8

lunedì 6 ottobre 2014

Salem's Pot - …Lurar ut dig på prärien


















Secondo atto in casa Salem's Pot. La band svedese si pone a tutti gli effetti come una delle formazioni di punta della nuova ondata heavy-stoner. È la Easy Rider Records a regalarci questa pubblicazione. Il nuovo album si compone di 3 brani per oltre 30 minuti di musica; 3 monoliti a metà strada tra i sempre onnipresenti Black Sabbath e i primi Sleep. “…Lurar ut dig på prärien” esplora sentieri oscuri: i 15 minuti di Creep Purple vedono un susseguirsi di fuzz, calati in una pozza sanguinolenta di blues occulto. Arriva poi Dr. Death, una ballata acid blues che trascina dietro di sé un acre odore di morte. Nothing Hill si inoltra in un labirinto infernale, sfoderando un suono completo. Tutti gli elementi sono messi al posto giusto: potenza, feedback, cadenze doom, si riversano in questo oceano di tenebre. Tutto sezionato e tirato su con grande dovizia. Un disco carico di tensione, in cui una lieve luce psichedelica sembra farsi spazio tra nubi fitte.

Micidiale | 8 

giovedì 2 ottobre 2014

Spiral Shades - Hypnosis Sessions


















Il norvegese Filip Petersen (chitarra, basso e batteria) e l’ indiano Khushal Bhadra (voce e testi) sono a capo del progetto Spiral Shades. La formazione nata dall' incontro virtuale tra i due musicisti, forgia un primo disco il cui habitat naturale è tra il rock oscuro dei Black Sabbath e il blues desertico dei Kyuss. Ma la vera notizia è che i due, in realtà, non si sono neanche mai stretti la mano. Il tutto è stato assemblato con ritmiche preregistrate e un mixaggio effettuato praticamente per corrispondenza. Strano pensare come due musicisti rispettivamente separati da un fetta di mondo riescano a concepire un lavoro che suoni così equilibrato. Sta di fatto che il risultato finale è più che convincente. “Hypnosis Sessions” rende omaggio ad un certo sound degli anni ’70, senza però risultare troppo vintage. La loro è una dimostrazione di energia che sfocia in una raccolta di 9 brani incandescenti. Ci mettono impegno Filip Petersen e Khushal Bhadra : le tracce dell’ album annegano tra paesaggi spettrali senza mai dare un segno di stanchezza. Non un raggio di luce. Non uno squarcio di cielo. Il tutto soffoca inevitabilmente negli abissi più profondi dell’ inferno. Credetemi: ne rimarrete estasiati.

Possente | 8

giovedì 16 gennaio 2014

Yob – Catharsis


















Lo si potrebbe tranquillamente indicare come l’album doom più sottovalutato della storia. Ecco, ora qualcuno di voi sicuramente storcerà il naso (ascoltate il disco e poi ne riparliamo). Mentre gli Sleep si sono giustamente guadagnati lo status di band culto di un certo heavy stoner dalle reminescenze psichedeliche, i Yob, invece, sono rimasti - per chissà quale misterioso motivo - intrappolati in una sorta di silenzio che ora cerca giustizia in questa ristampa a cura della Profound Lore. Per la formazione di Portland, Oregon, all’epoca formati da Mike Scheidt alla chitarra, Isamu Sato e Travis Foster alla batteria, “Catharsis” (2003) è il secondo album dopo l’esordio di “Eleborations of Carbon”. Lento, ipnotico e abrasivo, questo lavoro della band statunitense, si avvale oggi di nuovi missaggi da parte di Tad Doyle, leader nei TAD. “Catharsis” è una tempesta doom di dissonante potenza in cui regna una sorta di magica inquietudine. E’ musica apocalittica che esplode in tutta la sua straordinaria energia polverizzando tutto ciò che incontra. 3 brani di terrificante bellezza, immersi in un oceano oscuro di blues spaziale, danno vita ad un vero e proprio terremoto sonoro di incantevole deflagrazione. 

Monumentale | 8

Ascolta "Ether"