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giovedì 19 novembre 2015

Early Mammal - Take a Lover


















Ci sono alcune novità per gli Early Mammal: un cambio di line up che vede l' uscita del tastierista Denis Belinder e l' entrata del batterista dei Wolf People Ben David, e l' approdo ad una nuova etichetta, la Riot Season. Giunti ora al terzo sigillo, gli inglesi capitanati da Rob Herian spalancano le porte dell' infinito. Il percorso è arduo, tutto incentrato su un blues cosmico che deflagra in vortici psichedelici. La partenza è affidata alla strumentale Great German, un crescendo esasperante di stoner con deviazioni space; Inside si presenta come una lenta liturgia ascensionale; Morning mette in scena un suono sempre più sontuoso che infine sfocia nella liturgica Sigh On. Ma è Glad is Night il pezzo pregiato: quasi nove minuti di un tortuoso mantra ipnotico-distorsivo. Si fa notare poi il finale ustionante di The Good / GG Return & Out. "Take a Lover" ci mostra una band capace di disegnare un percorso sofisticato, fatto di flussi elettrificati ed esplosioni incandescenti. Energico, preciso e per lo più strumentale, questo nuovo lavoro mostra tanta disciplina e qualche difetto nella ripetitività. 8 movimenti tellurici all' insegna di un sound non troppo innovativo ma comunque efficace.

Imponente | 7.5

martedì 24 marzo 2015

Torche - Restarter


















Quando dopo i primi due album Juan Montoya uscì dal gruppo, i Torche chiamarono a sostegno Andrew Elstne e diedero alle stampe "Harmonicraft". Oggi quella stessa formazione torna a distanza di 3 anni con un nuovo lavoro pubblicato su Relapse Records. Le coordinate sono sempre quelle di uno stoner selvaggio, fatto di ossature sludge e squarci psichedelici. 10 tracce; 10 ordigni pronti a spazzare via tutto ciò che si trova nei paraggi. Le cose prendono una piega esaltante fin dai primi istanti: Annihilation Affair è uno di quei brani che si potrebbe usare come sveglia per l’ intero vicinato. Arriva poi Bishop In Arms, che nei suoi 2 minuti mette in scena un vero terremoto sonoro. Minions suona lenta, ipnotica, dalla melodia coinvolgente; mentre Loose Men schiaccia il piede sull’ acceleratore per poi sfociare nei sussulti terrificanti di Undone. Sono trascorsi appena 15 minuti, eppure i 4 ragazzi non sembrano avere l’ intenzione di placare questa macchina da guerra. Con Blasted si viaggia in prima classe: veloce, melodica, evocativa. Praticamente uno dei brani migliori del disco. Arrivano poi No Servants, Believe It, Barrier Hammer a confermare lo spessore di questo quarto album. Il finale è tutto chiuso in una cavalcata di quasi 9 minuti, in cui la band di Miami mette in scena tutto l’ armamentario. In conclusione “Restarter” è un disco cupo, efferato, metodico, con assoli precisi e stacchi micidiali. Ancora una volta ci hanno convinto.

Solido | 8

martedì 3 giugno 2014

The Electric Taurus / Prehistoric Pigs

















Degli Electric Taurus, avevo già scritto qualche tempo fa sulle pagine di Distorsioni. “Veneralia” (se non lo avete ascoltato sarà bene recuperarlo) era l’ esordio della band formata da James Lynch (Basso), Mauro Frison (batteria) e Matt Casciani (chitarra e voce). Nel frattempo quest’ultimo ha creato una piccola etichetta, la Mother Fuzer Record, che si occupa esclusivamente di stoner e hard rock. La vera novità in casa Electric Taurus è però questo split distribuito da Go Down Records, nato dalla collaborazione con i Prehistoric Pigs, dopo un incontro avvenuto nel 2012 alla Moonlight Record, precedente etichetta delle due band. La formazione italo-irlandese e quella di Udine, uniscono le proprie forze per dare vita ad un’ esplosione strabiliante di stoner e psichedelia. Va detto subito che alla base di questa produzione c’è un profondo amore per il sound di formazioni come Kyuss e Sleep. 3 i brani presenti nel disco: Behind The Sun è la traccia che vede impegnati gli Electric Taurus. Un imponente ciclone sonoro in continua mutazione, si affida alla voce di Barbara Allen dei Crafty Fuzz. 16 minuti di peripezie e soluzioni ambiziose si disperdono tra muri di chitarre e meditazione trascendentale. Un suono ben articolato vive tra doom, stoner e psichedelica. Due i brani in scaletta per i Prehistoric Pigs: The Perfection Of Wisdom disegna un paesaggio agghiacciante tra squarci di onirico misticismo. 79360 Sila-Nunam è un’ esplosione di chitarre, ricoperte da tonnellate di elettricità asfissiante. L’ uscita del disco è prevista per il 20 giugno sotto forma di vinile 12 pollici. 

giovedì 16 gennaio 2014

Yob – Catharsis


















Lo si potrebbe tranquillamente indicare come l’album doom più sottovalutato della storia. Ecco, ora qualcuno di voi sicuramente storcerà il naso (ascoltate il disco e poi ne riparliamo). Mentre gli Sleep si sono giustamente guadagnati lo status di band culto di un certo heavy stoner dalle reminescenze psichedeliche, i Yob, invece, sono rimasti - per chissà quale misterioso motivo - intrappolati in una sorta di silenzio che ora cerca giustizia in questa ristampa a cura della Profound Lore. Per la formazione di Portland, Oregon, all’epoca formati da Mike Scheidt alla chitarra, Isamu Sato e Travis Foster alla batteria, “Catharsis” (2003) è il secondo album dopo l’esordio di “Eleborations of Carbon”. Lento, ipnotico e abrasivo, questo lavoro della band statunitense, si avvale oggi di nuovi missaggi da parte di Tad Doyle, leader nei TAD. “Catharsis” è una tempesta doom di dissonante potenza in cui regna una sorta di magica inquietudine. E’ musica apocalittica che esplode in tutta la sua straordinaria energia polverizzando tutto ciò che incontra. 3 brani di terrificante bellezza, immersi in un oceano oscuro di blues spaziale, danno vita ad un vero e proprio terremoto sonoro di incantevole deflagrazione. 

Monumentale | 8

Ascolta "Ether"