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martedì 8 marzo 2016

Matt Elliott - The Calm Before

L' unico difetto che si potrebbe attribuire ai suoi dischi, è che a un certo punto terminano. Ancora Matt Elliott. Ancora un grande album. Ancora il cuore che va in frantumi. A tre anni di distanza da "Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart", lavoro che fin dal titolo delineava uno scenario meno oscuro rispetto alle opere precedenti, il cantautore di Bristol imbraccia nuovamente la chitarra e torna a imprimere sul pentagramma note di struggente impatto. "The Calm Before si riferisce naturalmente all’ espressione “the calm before the storm” (la quiete dopo la tempesta). La canzone in sé parla di quei momenti della vita sconvolti da una tempesta, sia essa una circostanza, una persona o un mix di sensazioni, turbolenze, problemi che si trascinano, ma una tempesta porta anche qualcos’ altro con sé, pulisce e rischiara l’aria e può spingerti verso nuove situazioni". Una dichiarazione d' intenti, così potremmo interpretare queste parole, che servono fin da subito a chiarire una cosa: "The Calm Before" è un disco commovente, ricco di sfumature e fatto anche di luce. Ma si tratta pur sempre di una luce flebile, filtrata da quelle nuvole che aleggiano in copertina. Nuvole padroneggiate dal vento; quel vento che soffia in A Beginning, nella title track e che ritroviamo poi nel finale di The Allegory of the Cave. Al suo settimo appuntamento, Matt Elliott si presenta più ispirato che mai. Ma non solo: decide anche questa volta di puntare tutto su virtuosismi sonori influenzati da una certa musica dei paesi europei e mediterranei; ma anche ad armonie vicine alla musica neo classica (vedi la seconda parte di Calm Before e il finale di I Only Wanted to Give You Everything The Allegory of the Cave). Ci si ritrova di fronte a tempeste sonore governate da melodie struggenti volte a formare un paesaggio malinconico di brulicante splendore. Abilità e fragilità si intrecciano formando un memorabile affresco composto da canzoni pronte a deformarsi e a dilatarsi alla ricerca di soluzioni originali e combinazioni incantevoli. Il tutto ha però un respiro diverso rispetto al passato. E in tal senso gli archi e il pianoforte giocano un ruolo fondamentale. "The Calm Before" è un album sincero, passionale. Un diluvio di magnificenza da far tremare le vene. L' ennesimo tassello di una discografia di estrema importanza. Ascoltarlo senza che i brividi prendano il sopravvento è quasi impossibile. Da custodire come un tesoro.

Drammatica bellezza | 9

martedì 3 dicembre 2013

Matt Elliot - Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart


















"Chi cerca la verità dell’uomo deve farsi padrone del suo dolore” scriveva Georges Bernanos nel suo romanzo “La Gioia” (1929). Una frase come questa basterebbe a spiegare l’intero percorso artistico di Matt Elliott. Giunto ormai alla sua sesta fatica discografica da solista, dopo l’ abbandono dei Third Eye Foundation, l’autore di Bristol si conferma ancora una volta artista geniale e ricco di personalità. "Only Myocardial Infarction Can Break Your Heart” è l'ennesimo capolavoro, e arriva a quasi due anni di distanza dal precedente "The Broken Man". Denso di inquietudine e sofferenza, il nuovo capitolo del cantautore inglese delinea fin dal titolo uno scenario meno oscuro dei precedenti. A condurci in questo abisso di dolore è ancora una volta un incedere spagnoleggiante arricchito da archi solenni, in cui una voce profonda cerca di farsi spazio tra paesaggi sonori immersi in una malinconia plumbea. I 17 minuti di The Right Tro Cry sono di quanto più bello e straziante vi possa mai capitare di ascoltare, mentre lo strumentale di I Would Have Woken You With This Song è una meraviglia che sembra bloccare il tempo.

Provate a non emozionarvi.

Strepitoso | 9


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sabato 4 febbraio 2012

Matt Elliott - The Broken Man

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Conclusa ormai la saga di "Songs" Matt Elliott torna con un nuovo splendido lavoro mixato da Yann Tiersen.
"The Broken Man" si compone di sette canzoni che vedono l'artista di Bristol addentrarsi  in composizioni ancora una volta inquiete e profonde,  volte a scrutare il lato interiore dell'essere umano. Come un menestrello di un oscuro futuro, Matt Elliott narra di  una sofferenza maledetta,  tra sonorità lugubri, echi funerei e strazianti violini;  l'angoscia  scivola attraverso le corde della chitarra. La sua voce, ormai sempre più cupa e dolente, sembra quasi provenire dall'oltretomba. Le melodie scorrono lente e tormentate lasciando un solco indelebile nell'animo dell'ascoltatore. La sensazione di dolore è tale da stringerti il cuore. Siamo ormai al cospetto di un autore maturo, uno chansonnier del nuovo millennio, un artista che sfugge alle etichette arricchendo sempre più la sua musica di vari elementi:  spagnoleggianti (Oh How We Fell,  The Pain That's Yet To Come),  lirico-drammatici  (Dust Flesh And Bones), classici (If Anyone Tells Me...), folk dalle radici europee(This is For)"The Broken Man"  è  un ennesimo lavoro di Matt Elliott dalla  spiccata intensità drammatica. 


Sarà difficile fare meglio - Voto 9


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01: oh how we fell (11:49)
02: please please please (02:34)
03: dust flesh and bones (09:16)
04: how to kill a rose (01:59)
05: if anyone tells me \”it\’s better to have loved and lost than to never have loved at al\”, i will stab them the face (13:23)
06: this is for (03:51)
07: the pain that\’s yet to come (03:41)